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    Info su "Playing My Game"

     Playing My Game è l'album di esordio di Lene. Uscito in Norvegia nel marzo del 1999, in seguito al singolo Unforgivable Sinner, ha battuto tutti i record di vendita in patria. Visto il grande successo, viene lanciato nel resto d'Europa: prima in Svezia, poi in Germania, Francia e Italia (data di uscita: 1/5/99) dove ottiene risultati di vendita impensabili (300mila copie, triplo disco di platino) e rimane in classifica nella Top 30 della FIMI per 44 settimane. Contemporaneamente viene esportato anche in Giappone (20/5/99) e anche lì il successo per Lene è incredibile, così come l'affetto dei fan giapponesi. Il disco viene lanciato in Inghilterra solo nel 2000, con una nuova copertina. Conquistato anche il resto del mercato asiatico, a Lene e a Playing My Game manca solo la conquista dell'America, ma l'album non verrà mai lanciato negli USA. Sitting Down Here, secondo singolo tratto dall'album di esordio.In Inghilterra, nel 2000, Sitting Down Here è la canzone che fa innamorare gli inglesi di Lene, che col singolo giunge al 5° posto della classifica.Il terzo e ultimo singolo estratto da Playing My Game è Where I'm Headed che giunge al numero 1 nella classifica italiana dei singoli, prolungando contemporaneamente anche le vendite dell'album che rimane in classifica per quasi un anno.Ad oggi, l'album ha venduto quasi 2 milioni di copie.

    fonte lene.it

    Testo My Lucky Day

    Tell me what you saw that was so bad
    Tell me all the reasons
    Why you made me so sad
    I wish that I was like you,
    And I'm sorry that I'm not
    At least I still have hope,
    I guess that's all I've got

    I know you must be happy
    Thrilled that I'm not there
    Yet I know that I will make it,
    Make it good for me out here
    And soon I will be smiling,
    Everything will be okay
    I'll not worry anymore,
    that will be my lucky day

    I wish that you'd seen something
    Special 'bout me too
    That you would think of something else,
    Not just the way I look to you
    I don't see what you see,
    How different can I be
    And why does it really matter,
    I'm just being me

    I know you must be happy
    Thrilled that I'm not there
    Yet I know that I will make it,
    Make it good for me out here
    And soon I will be smiling,Everything will be okay
    I'll not worry anymore,
    that will be my lucky day
     
     

    Info su "Lost In A Moment"

    La bella e giovane norvegese Lene Marlin sforna "Lost in a moment", il suo terzo album (11 tracce in tutto), I tempi di pubblicazione di questo nuovo album sono stati molto rapidi: il singolo “How would it be” uscito il 24 maggio del 2005, mentre l’album a giugno Il pezzo di “How would it be” singolo di lancio dell’album è davvero piacevole e, pur conservando l’impronta stilistica tipica della cantautrice, mostra allo stesso tempo un sound più energico,maturo e svolta un po' più verso il rock, però senza esagerare: spuntano infatti qua e là chitarre distorte, come nella piacevole ballata dal titolo "My Lucky Day".La voce è soave e accarezza come sempre, comunque c'è, più che in passato, qualche concessione alla ritmica: lo senti per esempio in "All i can say" e in "Never to Know". Molto bella "Hope You're Happy", con archi e atmosfere struggenti. Per il resto un album alla Lene Marlin cento per cento. Forse frutto anche della collaborazione con il team di produttori Stargate, i quali hanno collaborato alla produzione del nuovo album e che in passato hanno lavorato con numerosi altri artisti tra i quali Blue, Atomic Kitten e Mis-teeq. Contemporaneamente a questo stile musicale più fresco,aggressivo e maturo, guardando il videoclip di How would it be possiamo anche assistere ad un bel cambiamento d’immagine: ora Lene è più femminile, sicura di sé e si percepisce tutta la sua voglia di far conoscere il proprio mondo musicale superando la sua proverbiale timidezza. Per il resto un album alla Lene Marlin cento per cento.

    La Stella Del Nord

    Lene Marlin Pedersen nasce il 17 agosto 1980 a Tromsø, in Norvegia, un po' più su del circolo polare. Da piccolissima mostra una precoce attrazione per la chitarra, che trova sfogo solo quando i suoi genitori gliene regalano una a Natale. Lene ha 15 anni: la sintonia con lo strumento – una Takamine che sarà sempre con lei - si costruisce rapida e in breve la ragazza è pronta ad esibirsi per gli amici. Scrive le sue prime canzoni, che canta anche insieme al fratello maggiore Rune, e le incide sul registratore di casa, riascoltandole e perfezionandole.
    Nel 1997 gli amici di Lene contattano un giornalista alla NRK di Tromsø, la principale emittente TV e radio norvegese: Lene viene invitata negli studi, dove suona i suoi brani e ne incide un paio, quasi per gioco. Il risultato colpisce chi ha buone orecchie e qualcuno fa sapere alla Virgin che c'è un talento fresco fresco su cui puntare.
    Il tempo di un provino a Oslo, solo lei e la sua chitarra acustica, e Lene si ritrova con un contratto in mano. La registrazione del disco è scandita dai tempi di un pendolarismo estenuante: la mattina al liceo a Tromsø, il pomeriggio a Oslo negli studi della Virgin, in mezzo due ore e passa di viaggio, aereo compreso.
    Una anno dopo esce il primo singolo, "Unforgivable Sinner", che diventa subito un grande successo e rimane in testa alle classifiche nazionali per otto settimane, conquistando il primato del singolo venduto più rapidamente nella storia della musica norvegese; anche il secondo, "Sitting Down Here", e più tardi il terzo "Where I'm Headed", assommano consensi e buone vendite.
    Nel 1999 viene pubblicato l'album "Playing My Game": in tre giorni piazza 50mila copie, che in un paese che conta 4 milioni e mezzo di abitanti è una vera enormità.
    Per tutto l'anno il disco riscuote fortuna anche fuori dalla Scandinavia e soprattutto in Italia, portando Lene Marlin ad affermarsi come una piccola stella emergente del pop-rock europeo. Partecipa al Festivalbar, poi nel 2000 torna in Italia e si esibisce al Festival di Sanremo.
    Schiva e riservata, lontana (anche geograficamente) dai riflettori della mondanità da star, dopo i fasti del disco d'esordio Lene Marlin si chiude nel silenzio e torna alla sua normale vita in Norvegia, dedicandosi alla chitarra e alla scrittura di nuove canzoni. Nel 2003 esce il secondo LP, "Another Day", prodotto da Mike Hedges (già all'opera su Cure, U2, Travis). Il singolo che riconsegna una Lene più consapevole ai suoi fan è "You Weren't There".
    E se per "Another Day" ci sono voluti quattro anni, per il nuovo album bastano poco più di dodici mesi. Lavorando inizialmente a un altro progetto, Lene si trova per le mani, quasi senza accorgersi, abbastanza canzoni per un disco completo. Si mette al lavoro con i tre produttori noti come Stargate e in gran segreto, senza dire niente a nessuno, registra "Lost In A Moment" nei loro studi di Trondheim, poi si presenta alla label con il lavoro pronto e finito, che finisce sugli scaffali dei negozi nel 2005.